Finisce l'epoca del precariato degli insegnanti nelle scuole

Il precariato nella scuola ha una lunghissima storia

foto: GelminiIn pratica negli ultimi trenta anni le graduatorie permanenti si erano ingrossate costantemente indipendentemente dai posti realmente disponibili nelle scuole. Questo meccanismo alimentato dalle SISS, corsi universitari che in questi ultimi anni hanno formato gli aspiranti insegnanti, ha portato alla formazione di graduatorie permanenti sovraffollate.

Finisce l’epoca del precariato degli insegnanti nelle scuole

Con l’approvazione della legge sulla formazione universitaria degli insegnanti, per la prima volta nella storia d’Italia, viene interrotto questo meccanismo perverso che ha creato negli anni aspettative impossibili da soddisfare e conseguenti malcontenti diffusi. L’ammissione ai percorsi universitari per diventare insegnanti è infatti a numero programmato: vengono cioè selezionati gli insegnanti in base al numero di assunzioni programmate.

Per i precari che l’anno scorso avevano avuto un incarico e quest’anno per effetto della riorganizzazione del sistema scolastico sono rimasti fuori dalla possibilità di avere un nuovo incarico e che sono stati protagonisti delle proteste di queste settimane, hanno avuto una risposta dal Decreto pubblicato nella GU.

Precedenza nelle supplenze

foto: scuolaTutti gli insegnanti ed il personale non docente che l’anno precedente avevano avuto un incarico avranno la precedenza assoluta nelle supplenze. Per effetto di un accordo con INPS, negli intervalli tra una supplenza e l’altra, riceveranno l’indennità di disoccupazione: quindi una retribuzione sarà assicurata in modo continuativo a tutti i precari.

Questo vale per tutte le scuole e per tutto il territorio nazionale.

La proposta alle Regioni

Il Ministero, inoltre, aveva proposta alle Regioni per ampliare l’offerta formativa e per la realizzazione ad esempio di servizi di supporto agli studenti disabili, di integrare attraverso una specifica convenzione quanto previsto dal decreto sui precari. In questo modo si otteneva di ampliare i servizi educativi e di garantire, in modo ancora più continuativo, il lavoro. Alcune Regioni che avevano realmente a cuore il destino dei precari hanno siglato la convenzione col MIUR indipendentemente dal colore politico. La Puglia, ad esempio è stata, una delle Regioni firmatarie.

In queste Regioni quindi il problema dei precari sarà completamente risolto. Nelle altre varrà quanto previsto dal decreto che è andato oggi in Gazzetta ufficiale.

A questo punto una domanda: perché alcune Regioni non hanno firmato?

Evidentemente più che risolvere i problemi reali dei precari offrendo loro ulteriori opportunità, puntano a che la protesta non si plachi. Tutto questo anche a scapito degli stessi precari di cui si sentono i paladini.

[30 settembre 2009]