Il popolo sovrano

Obbligatorietà dell'azione penale?

Macché obbligatoria. Come tutti sanno in Italia l’azione penale è “in realtà lasciata alla discrezionalità dei singoli magistrati”, come ha riconosciuto anche Luciano Violante. Poiché nell’amministrazione della giustizia l’inefficienza è tale che i tribunali sono oberati dalla montagna dei procedimenti arretrati, avviati a decadenza per prescrizione dei termini, ne discende l’esigenza di fissare le priorità a cui attenersi nel calendario dei processi, così da evitare di disperdere tempo e energie in quelli senza futuro. A tale esigenza risponde la norma, assurdamente ribattezzata “blocca-processi”. Mentre a bloccare i processi sono i ritardi della macchina della giustizia.

L'esempio francese

Con un po’ di buonsenso nella condotta degli uffici giudiziari, non servirebbe il ricorso aSilvio Berlusconi una norma di legge. Cade a proposito il confronto con il caso Chirac, del quale si celebra in questi giorni il processo che i magistrati francesi hanno ritenuto doveroso differire alla scadenza del mandato presidenziale. Non erano tenuti a farlo. L’immunità del presidente non era ancora in vigore all’epoca dei fatti.

E i precedenti italiani

Così come la procura di Roma non era tenuta a tappare la bocca all’agente dei servizi che contestava illeciti amministrativi a Scalfaro, con il deterrente dell’art.277 c.p. (offese alla libertà del presidente della Repubblica). Vi sono scelte che i magistrati fanno per lealtà verso lo Stato di cui sono funzionari, e scelte opposte che si fanno quando è la faziosità politica, o l’arroganza di casta, a guidare i comportamenti.

La giustizia ad orologeria

Tutti vedono la precisione da congegno a orologeria che dopo ogni vittoria elettorale di Berlusconi mette in moto iniziative giudiziarie rivolte alla delegittimazione, e alla caduta, del governo voluto dagli elettori. L’ha visto anche l’alto magistrato torinese che si è stupito per il pervicace sforzo di chiudere in primo grado, a Milano, l’ennesima iniziativa giudiziaria contro Berlusconi, pur sapendola destinata a decadere prima della sentenza di appello. Se non contrastata, tale iniziativa è destinata a esiti sovversivi. Di fatto, sposta lo scettro della sovranità dall’eletto del popolo a una casta, democraticamente irresponsabile, di guardiani di una rivoluzione giudiziaria.

[26 giugno 2008]