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I temi della riforma federalista

Il disegno di legge delega sul federalismo fiscale da attuazione all'articolo 119 della Costituzione che sancisce autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni nel rispetto dei principi di solidarietà e di coesione sociale.

L'obiettivo è quello di coniugare efficienza, trasparenza, responsabilizzazione e solidarietà.

  • la riforma della tassazione immobiliare non passerà per il ritorno dell’Ici, ma colpirà solamente il reddito e non il patrimonio;
  • vengono precisati e resi più rigorosi i criteri da seguire nell’introduzione dei costi standard, che sono alla base della razionalizzazione e del contenimento della spesa pubblica (punto su cui insiste il ministro Tremonti per giustificare il federalismo come “una necessità storica” dell’Italia);
  • la perequazione sarà verticale, cioè sarà gestito direttamente dallo Stato, e non in modo orizzontale tra le Regioni, utilizzando una parte dell’Irpef, per assicurare il conseguimento dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione, sanità e assistenza in tutte le Regioni.

La riforma, a sua volta, si basa su alcuni principi e concetti chiave:

  • Capacità fiscale È quella misurata, per ogni singola Regione, dal gettito medio Irpef dei suoi abitanti. Esprime la “ricchezza” di un dato territorio e consente di separare le Regioni che hanno una capacità fiscale superiore alla media nazionale da quelle che ne sono al di sotto.
  • Livelli essenziali Indipendentemente dalla ricchezza o dalle altre caratteristiche del territorio, questo principio prevede che in tutto il Paese siano garantiti gli stessi livelli essenziali di servizio per quanto riguarda sanità, istruzione e assistenza. Le differenze potranno verificarsi in altri settori.
  • Spesa storica È il criterio, fin qui seguito, che viene abbandonato. Esso consiste nel fatto che le Regioni ricevono come trasferimento dallo Stato i fondi necessari a coprire le spese che di fatto sostengono, indipendentemente da una valutazione sull’effettiva efficienza della spesa stessa.
  • Fabbisogno standard È il nuovo principio che sostituisce quello della spesa storica. In base ad esso, la quantità di fondi necessaria a una Regione dovrà essere misurata in base al costo effettivamente necessario per fornire una determinata prestazione, in base a criteri oggettivi e predeterminati.
  • Perequazione È il meccanismo con il quale vengono ridotte le distanze tra le Regioni più ricche e le altre. È infatti prevista l’istituzione di un Fondo perequativo al quale contribuiscono le Regioni con capacità fiscale superiore alla media nazionale a beneficio delle altre. Ma la perequazione è verticale poiché i fondi sono gestiti dallo Stato.
  • Tributo proprio Ogni livello – Regione, Provincia, Comune – avrà tributi propri in attuazione del principio che la stessa base imponibile non può essere tassata due volte. Quindi le Regioni avranno tributi definiti dallo Stato e altri decisi a livello locale (con alcune limitazioni per i Comuni).

[11 settembre 2008]

 
 
 

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