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Una questione nazionale il piano per il Sud

foto. lavoriUNA QUESTIONE NAZIONALE IL PIANO PER IL SUD

Liberare il Meridione si può. E’ una battaglia da vincere per tutto il Paese. Il governo sta lavorando intensamente per mettere in moto le energie migliori del Meridione e superare definitivamente lo storico ritardo accumulato nei confronti del resto d’Italia. Per raggiungere questo obiettivo è prioritario liberare il Sud dalla morsa della criminalità organizzata, dalle emergenze accumulatesi come la storica carenza di opere infrastrutturali. In questi primi venti mesi il governo ha ottenuto una grandissima serie di successi contro la mafia, la camorra e le altre  aggregazioni criminali meridionali. In soli 58 giorni Napoli e la Campania sono state liberate dai rifiuti e il lavoro per stabilizzare  definitivamente la situazione continuerà ancora per due anni. In Abruzzo in cinque mesi sono state date abitazioni a tutti coloro che l’hanno persa a causa del terremoto. Sono state riavviate le grandi opere, a partire dal Ponte sullo Stretto. Il 4 dicembre 2009 è stata inaugurata l’alta velocità Torino-Salerno. La liberazione del Sud è cominciata.

LA BANCA DEL SUD

La finanziaria 2010 ha dato il via libera definitivo all’istituzione della “Banca per il Mezzogiorno”. Il progetto parte con una dote-prestito di 5 milioni di euro a carico dello Stato, ma la nuova banca avrà un assetto in maggioranza privato e sarà essere aperta all’azionariato popolare. In tutte le grandi regioni d’Europa esistono banche locali, al  servizio dello sviluppo del proprio territorio, tranne che nel Meridione. La Banca del Sud colma questa lacuna e servirà a dare ossigeno ai programmi di sviluppo del  Meridione.

CONTRATTI DI PROGRAMMA E ZONE FRANCHE URBANE

Con i primi dieci contratti di programma stipulati dall’inizio della legislatura, il Governo ha promosso investimenti per 700 milioni di euro, che creeranno migliaia nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno. Per sostenere le aree caratterizzate da maggiore disagio sociale, il Governo ha istituito 22 Zone Franche Urbane. Queste aree beneficiano di esenzioni fiscali e contributive per 50 milioni l’anno, per le piccole e micro-imprese costituite nel 2009. Le Zone Franche fanno parte dei nuovi strumenti per rilanciare il Mezzogiorno e le altre aree deboli del Paese.

PROGRAMMI DI SOSTEGNO DIRETTO ALLE IMPRESE

Per preparare la fase post crisi, rilanciare la competitività sostenibile del sistema produttivo, il Governo ha messo in campo cinque programmi a sostegno delle imprese:

  • Bando efficienza energetica (200 milioni)
  • Bando mobilità sostenibile (180 milioni)
  • Bando per il Made in Italy (190 milioni)
  • Contratti di programma (241 milioni)
  • Programma competitività e fonti rinnovabili per imprese innovative del Sud (4 miliardi)

USO STRATEGICO DEI FONDI EUROPEI

In passato i fondi europei finora sono stati dispersi su migliaia di micro-interventi. Il Governo ha ora deciso di concentrarli per la realizzazione di grandi interventi strategici, infrastrutture, gestione dei ciclo delle acque, innovazione tecnologica, rifiuti, fondamentali per lo sviluppo del Sud.

foto: berlusconiIL PIANO BERLUSCONI PER IL SUD

Poiché il Sud rientra tra le priorità fondamentali dell’azione del governo, per questa ragione nel corso del 2009 una task force, coordinata dal ministro dello sviluppo economico su indicazione del Consiglio dei ministri, ha lavorato alla definizione del “Piano Berlusconi per il Sud”, che  verrà presentato tra qualche settimana dal presidente del Consiglio. I ministri coinvolti hanno impostato il Piano basandolo sul rilancio dell’impresa, del lavoro e dell’iniziativa dei cittadini meridionali, soprattutto le centinaia di migliaia di giovani diplomati e laureati costretti ad un'emigrazione di necessità che fiacca senza speranza il Mezzogiorno. Per questo motivo il Piano punterà molto sui giovani, sui “cervelli”  fuggiti all’estero o anche solamente migrati al Nord. Per riportarli nel Mezzogiorno i tecnici dei ministeri stanno pensando di adoperare la leva fiscale, predisponendo sgravi e incentivi per rendere più appetibile lavorare al Sud. Ovviamente accanto a questa azione è  imprescindibile risolvere le due grandi arretratezze che impediscono al Meridione di crescere come potrebbe. La carenza di infrastrutture, che impediscono la mobilità di persone e merci e la presenza della criminalità organizzata, che soffoca ancora intere aree del Sud. In questa direzione il nuovo Piano Antimafia presentato dal governo in Calabria alla fine di gennaio 2010 costituisce un altro importante e  imprescindibile passo in avanti per risolvere la questione meridionale.

[02 febbraio 2010]

 

 
 
 

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