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Senza sicurezza non c'è libertà: città più sicure

Rispondere alla domanda di sicurezza che viene dai cittadini, con nuove leggi e azioni foto: poliziapreventive e repressive, per riaffermare la sovranità della legge sul territorio. Questo è uno dei compiti fondamentali che il governo si è dato, consapevole che la prima regola della democrazia dice che la sicurezza è sinonimo di libertà, e che è proprio sulla tutela della sicurezza individuale che si fondano il patto di unione dei cittadini con le istituzioni e la stessa legittimazione del potere pubblico. Il 23 maggio 2008, pochi giorni dopo il suo insediamento, il governo  Berlusconi ha varato un decreto legge e un disegno di legge per intervenire su tre fronti: sicurezza nelle città, contrasto alla malavita organizzata, blocco dell’immigrazione clandestina. Queste iniziative contro la grande e la micro criminalità hanno prodott importanti risultati

PIÙ COOPERAZIONE TRA POLIZIA LOCALE E FORZE DELL’ORDINE

La polizia municipale collabora al controllo del territorio, anche per i servizi di prevenzione, repressione e nelle situazioni di flagranza. Può accedere allo schedario dei veicoli rubati e dei permessi di soggiorno.

PIÙ POTERI AI SINDACI

Il governo ha ampliato i poteri dei sindaci di intervento, prevenzione e contrasto dei reati, affidando loro un ruolo da protagonisti nel garantire la sicurezza sul territorio. In sinergia con polizia e prefetti, i sindaci ora possono intervenire in situazioni urbane di degrado quali:

  • spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, violenza legata all’abuso di alcol;
  • danneggiamento al patrimonio pubblico e privato;
  • incuria, degrado e occupazione abusiva di immobili;
  • abusivismo commerciale e illecita occupazione di suolo pubblico;
  • prostituzione in strada e accattonaggio.

Il sindaco potrà segnalare alle autorità gli stranieri irregolari, implementare sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici e predisporre il registro dei senza fissa dimora.

“OPERAZIONE STRADE SICURE”.  PATTUGLIE MISTE ESERCITO - FORZE DELL’ORDINE

Dal 4 agosto 2008, 3.000 militari affiancano le forze di polizia e i carabinieri nelle grandi città, pattugliando i quartieri a rischio e i centri di permanenza temporanea per immigrati clandestini. La presenza dei militari ha “liberato” 1.147 operatori di polizia, rendendo più visibile
e concreta la presenza dello Stato, dando più sicurezza ai cittadini. Il 26 giugno 2009 il governo ha aumentato di altre 1.250 unità il numero dei militari impegnati in questa attività, prorogando di un anno questo servizio che ha garantito prevenzione e repressione dei reati di strada, diminuiti del 40% nelle zone pattugliate.

foto: stalkingVOLONTARI PER LA SICUREZZA

I cittadini che vogliono collaborare al pattugliamento del territorio possono associarsi in gruppi di volontari. Questi gruppi, con precedenza per quelli formati da ex appartenenti a forze dell’ordine, agiscono d’intesa con i sindaci e con i prefetti. Essi sono disarmati e potranno segnalare alla polizia situazioni di degrado o di pericolo per la sicurezza.

PENE PIÙ SEVERE A CHI SFRUTTA I MINORI PER L’ACCATTONAGGIO

Chi sfrutta bambini e ragazzi fino a 14 anni è punito con una pena fino a tre anni di carcere. Se è un genitore perderà anche la patria potestà.

CENTRO NAZIONALE ANTICRIMINE INFORMATICO

Una struttura all’avanguardia in Europa, che protegge dagli attacchi informatici le infrastrutture, dalle quali dipendono l’erogazione di servizi fondamentali per i cittadini quali acqua, luce, gas.

EMERGENZA CAMPI NOMADI

Il 30 maggio 2008 il governo ha avviato il censimento dei campi nomadi a Milano, Roma e Napoli, dove più forte era l’emergenza. Il governo ha prorogato per tutto il 2010  la delega a Commissari per l’emergenza campi nomadi dei prefetti di Roma, Milano e Napoli. I prefetti di Torino e Venezia sono stati nominati Commissari per Piemonte e Veneto. L’obiettivo è l’eliminazione dei campi abusivi, la trasformazione dei campi autorizzati in villaggi attrezzati, in regola con le norme sanitarie e con i servizi minimi, la salvaguardia dei bambini dallo sfruttamento, l’allontanamento di chi non ha diritto a restare in Italia. Dopo questi interventi, il numero dei nomadi in Italia si è dimezzato. Molti si sono trasferiti in altri Paesi d’Europa.

PIÙ SICUREZZA PER LE DONNE

Le molestie (stalking) ora sono reato.Le pene vanno da 6 mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o ai danni di soggetti particolarmente deboli. In un anno sono state 5.200 le denunce effettuate e oltre 1.000 le persone arrestate. Sono state inasprite le pene per gli stupratori. Ad essi inoltre non è più possibile concedere gli arresti domiciliari. Chi è arrestato in flagranza di reato sarà processato per direttissima, dando così una immediata risposta alla domanda di giustizia delle vittime. Chi commette un omicidio inerente a una violenza sessuale sarà condannato all’ergastolo. Le vittime di violenza avranno il patrocinio gratuito, non saranno più costrette a pagare
le spese processuali.È stato incrementato il fondo per sostenere i centri anti-violenza, che svolgono un ruolofondamentale di sostegno fisico e psicologico delle vittime.

Numero verde antiviolenza donna 1522

Numero verde contro le mutilazioni genitali femminili 800 300 558

Numero verde antidiscriminazioni razziali 800 90 10 10

Numero verde anti tratta 800 290 290

[30 luglio 2010]


 

 
 
 

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