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Legge di stabilitÓ: centralitÓ del lavoro

foto: fabbricaMeno tasse sugli straordinari e sul salario di produttività, rifinanziamento della cassa integrazione in deroga: anche la legge di stabilità conferma la centralità delle politiche del lavoro, che continuano a costituire una priorità del governo. Così come avvenuto in piena crisi, in questo momento di prolungata sofferenza dell’economia a livello mondiale, con una ripresa che stenta a farsi largo, da un lato prosegue il sostegno economico per quanti temporaneamente sono relegati fuori dal ciclo produttivo, mentre dall’altro si impegnano ulteriori risorse per sostenere le imprese nel recupero di competitività e nelle conquista di mercati (minori costi) e nel contempo il salario dei dipendenti, che traggono beneficio economico dalla crescita della produttività.

Salario di produttività

Il governo rispetta gli impegni e dunque sono state allargate le voci alle quali si applicherà dal 2011 la detassazione dei salari, innalzando a 40mila euro il tetto di reddito annuo dei lavoratori che beneficeranno dell’imposta sostitutiva del 10%. E’ la percentuale di imposta che verrà detratta dai salari su straordinario, lavoro notturno, turnazione e premi di risultato, applicata a somme nel limite di seimila euro lordi. Un sistema che consente all’azienda di erogare retribuzioni più elevate rispetto ai minimi sindacali, godendo di un abbattimento del costo contributivo, con uno sconto consistente rispetto al lavoro tassato in misura ordinaria. Per quanto riguarda i lavoratori, su un premio di produttività pari a duemila euro lordi (quindi non il massimo), il risparmio fiscale varierà da 260 a 460 euro (a seconda del reddito); per le aziende oscillerà fra 548 e 1.466 euro.

Cassa integrazione

E’ l’altra promessa che il governo realizza. “Se ci sono soldi, li metteremo sugli ammortizzatori sociali” aveva dichiarato Tremonti. Così la posta di maggior peso della manovra riguarda il rifinanziamento della cassa in deroga, introdotta da questo governo per sostenere quei lavoratori che – con le vecchie regole – erano esclusi dagli ammortizzatori sociali. Un miliardo e mezzo che sarà integrato con il residuo delle somme stanziate nel 2010 e i fondi delle Regioni, secondo lo schema del passato. Altri duecento milioni andranno per le politiche sociali.
La cassa integrazione viene utilizzata ancora a livello elevato e sono di ieri gli allarmi della Cgil che ha segnalato lo sfondamento nell’anno della quota di un miliardo di ore di cassa. In realtà la cifra riguarda le autorizzazioni dell’Inps su richiesta delle imprese e non il loro effettivo utilizzo: il cosiddetto “tiraggio” è sceso al di sotto del 50% e quella cifra va dunque ridimensionata. Sta di fatto che il rifinanziamento della cassa in deroga da parte del governo è un impegno importante, in un momento nel quale i refoli di ripresa stentano ancora a riflettersi sull’occupazione. In Europa il tasso di disoccupazione è fermo sopra il 10% (in Italia 8,3%) e soltanto dalla Germania arrivano segni di recupero, laddove il gap di produttività a favore della locomotiva tedesca rispetto ai competitor si è molto allargato. Soprattutto grazie alla disponibilità e alla ragionevolezza di un sindacato che non rifiuta né straordinari né flessibilità.

[19 novembre 2010]

 
 
 

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